Domande frequenti

Risposte rapide su normativa, adempimenti e operatività delle locazioni brevi.

Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2026

Normativa Adempimenti

Che cos’è il CIN (Codice Identificativo Nazionale)?

È il codice identificativo univoco previsto per le strutture turistico-ricettive e per gli immobili destinati a locazione breve o turistica. Deve essere indicato negli annunci ed esposto secondo le regole vigenti. Consulta la pagina dedicata al Codice Identificativo Nazionale.

Come abilitare Alloggiati Web della Polizia di Stato?

Occorre richiedere le credenziali alla Questura competente e configurare l’accesso per l’invio delle schedine. Consulta la guida negli Adempimenti.

Chi versa l’imposta di soggiorno nelle locazioni brevi?

Il soggetto che incassa direttamente o tramite portale deve verificare il regolamento comunale: modalità, scadenze e responsabilità possono variare da Comune a Comune.

Serve un contratto scritto per ogni ospite?

Sì. Anche per soggiorni fino a 30 giorni è opportuno predisporre un contratto scritto con dati delle parti, immobile, durata, canone e regole del soggiorno. Puoi usare i modelli in Modulistica.

Qual è la differenza tra affittacamere e locazioni brevi?

La differenza riguarda la natura dell’attività. L’affittacamere è una struttura ricettiva disciplinata dalle norme regionali e comunali, può richiedere SCIA, requisiti specifici e può comportare attività imprenditoriale. La locazione breve è invece un contratto di locazione di immobile ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, senza servizi tipici alberghieri.

  • Affittacamere: attività ricettiva, con possibile offerta di servizi accessori e regole amministrative specifiche.
  • Locazione breve: semplice messa a disposizione dell’immobile, con servizi limitati e disciplina fiscale dell’art. 4 del D.L. 50/2017.

Un immobile suddiviso in cinque camere con bagno e cucinotto può essere accatastato come singolo appartamento per locazioni brevi?

Prima di procedere occorre verificare conformità urbanistica, catastale e regolamenti comunali. La presenza di ingressi indipendenti, bagni e cucinotti può far emergere profili di autonomia funzionale delle singole porzioni. La valutazione deve essere effettuata da un tecnico abilitato, anche per distinguere correttamente tra locazione di unità abitativa, frazionamento, struttura ricettiva o altra destinazione.

Come si tassano i canoni di locazione: cedolare 21% o 26%?

Dal 2026, per le locazioni brevi in forma non imprenditoriale, la cedolare secca resta applicabile entro il limite di due appartamenti: aliquota del 21% per il primo immobile scelto dal contribuente in dichiarazione e aliquota del 26% per il secondo. Dal terzo appartamento locato con contratti brevi opera la presunzione di attività d’impresa, con conseguente esclusione dal regime della cedolare secca.

La cedolare secca si paga sul lordo dei canoni, comprese le commissioni dei portali?

In caso di cedolare secca non sono ammesse deduzioni analitiche di costi, commissioni del portale, utenze, lavanderia o altre spese. La tassazione avviene sul corrispettivo lordo, salvo specifiche somme escluse perché sostenute direttamente dall’ospite o riaddebitate sulla base di costi e consumi effettivi.

C’è un limite di immobili destinati agli affitti brevi usufruendo della cedolare secca?

Sì. Dal 2026 la cedolare secca per le locazioni brevi è ammessa al massimo per due appartamenti: 21% sul primo immobile scelto dal contribuente e 26% sul secondo. Dal terzo appartamento destinato a locazioni brevi scatta la presunzione di esercizio dell’attività in forma imprenditoriale e non è più applicabile la cedolare secca.

Cosa si deve intendere con appartamenti?

Per appartamento si deve intendere una unità immobiliare autonoma a destinazione abitativa, identificata catastalmente come singolo subalterno. Ne consegue che la locazione di più stanze all'interno del medesimo appartamento, anche a soggetti diversi e con contratti distinti, dovrebbe rilevare come un solo appartamento, ai fini del conteggio previsto dalla normativa. Tale interpretazione è confermata dall'obbligo del CIN (Codice Identificativo Nazionale), in quanto associato ai dati catastali della singola unità immobiliare, la locazione di più stanze all'interno dello stesso appartamento è riconducibile ad un solo codice CIN.